CHIARA BORGHI

Dott.ssa Chiara Borghi
Tel. 338.4675911

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (Voltaire)

Terapia della Coppia

e dell’individuo

Utilizzo EMDR per

elaborazione traumi

SOSTEGNO E PSICOTERAPIA INDIVIDUALE

 

 A tutti capita di attraversare fasi della vita difficili e faticose, cui è difficile far fronte da soli o con l’aiuto delle persone care. Spesso le persone aspettato tanto, forse troppo tempo, a chiedere aiuto perchè convinte di potercela-dovercela fare da sole, perchè spaventate dall’idea di affrontare un’esperienza nuova, perchè condizionate dall’opinione, ancora oggi largamente condivisa e diffusa, che chiedere un supporto psicologico equivalga a essere “malati”.

Stare male emotivamente può far parte del normale processo di crescita e non significa essere “malati”.

Il malessere emotivo-psicologico si può presentare attraverso una serie di sintomi non sempre facilmente riconoscibili: a volte può capitare di vivere emozioni intense e spiacevoli come rabbia eccessiva, ansia immotivata, tristezza diffusa e profonda, che possono condizionare o compromettere in maniera significativa la qualità della nostra quotidianità e delle relazioni che viviamo, a volte la nostra vita è condizionata da pensieri fissi e irrazionali che non ci abbandonano e che non sappiamo come allontanare, altre volte si hanno comportamenti che pur sapendo essere inadeguati o inefficaci si tende a ripetere continuamente senza comprenderne il motivo, altre volte ci rendiamo conto di avere difficoltà nello stare in relazioni con gli latri che siano partner, figli, colleghi o amici.  

 

In alcuni casi lo stato di sofferenza è legato a uno specifico evento della vita come un lutto, una separazione, la perdita del lavoro, la vecchiaia dei genitori, gli incidenti, la malattia e anche i cambiamenti importanti che, anche se desiderati e positivi, possono comunque generare sentimenti contraddittori (come la nascita di un figlio, l’uscita di casa dei figli, a volte anche l’innamoramento); in questi casi il poter associare il malessere a una causa è più rassicurante ma non sempre sufficiente perchè la sofferenza può persistere anche a lungo. Un lavoro di sostegno, anche breve, può aiutare le persone ad attraversare il dolore e la sofferenza e a stare meglio.

In altri casi invece il malessere sembra non avere una motivazione specifica e questo aggiunge ansia e preoccupazione. La psicoterapia apre nuovi sguardi e consapevolezze, aiuta ad interrogarsi sulle ragioni del proprio disagio; è un “viaggio di scoperta” del significato più profondo dei sintomi e dei malesseri in cui terapeuta e paziente insieme esplorano passato e presente per creare connessioni che permettano di allargare lo sguardo e di collegare eventi per avere un significato d’insieme più completo (una sorta di effetto puzzle).

Scopo del lavoro di sostegno e di psicoterapia è il raggiungimento di un maggiore benessere personale e relazionale, di una consapevolezza più profonda di sè e dei propri funzionamenti, della possibilità di riconoscere e accettare i propri limiti e le proprie risorse acquisendone, laddove necessario, di più mature e funzionali.

 

Per valutare se più opportuno intraprendere un percorso di sostegno o di psicoterapia vengono fatti dei colloqui di conoscenza e valutazione del bisogno.

 

 

SOSTEGNO E PSICOTERAPIA PER LA COPPIA

 

Sostegno e psicoterapia di coppia, si rivolgono a tutte le coppie che attraversano momenti di difficoltà specifici (problemi di comunicazione, rapporti con le famiglie di origine conflittuali o tesi, svelamento di un tradimento) o una fase di crisi più generale.

La crescita del legame matrimoniale è come la crescita dell’individuo: consiste in un processo evolutivo in cui si alternano unione e separazione lungo un processo senza fine.

In ogni legame è fondamentale, ma allo stesso tempo molto difficile, riuscire a stare in relazione-nel-tempo: un tempo che apporta lenti, a volte impercettibili ma continui cambiamenti (nostri, dell’altro, della relazione), un tempo che ci obbliga a riconoscerli i cambiamenti, a riconoscere l’altro-diverso-da-noi, distinto da noi, che ci obbliga a vivere continue piccole separazioni che però ci offrono anche la possibilità di poter vivere unioni nuove, più mature e più consapevoli.

La vita è costellata da continue separazioni che dobbiamo imparare ad affrontare: separazioni momentaneamente dall’altro ma anche, se ci pensiamo meglio, da parti di noi, dalle nostre convinzioni, da alcuni nostri desideri, dalle illusioni, dalle nostre aspettative, da idee, miti e fantasie che riguardano quindi noi stessi, l’altro, la famiglia e la relazione che stiamo vivendo; dall’ideale romantico e fusionale del legame ad esempio o dalla convinzione che se le cose non vanno come vogliamo è perché l’altro non è più quello di un tempo, è cambiato, non ci capisce, non fa per noi.

Nell’innamoramento non inizieremo mai quel viaggio se non credessimo di aver trovato il compagno ideale ma successivamente dobbiamo ridiscendere e fare i conti con la complessità della realtà. E quando “il viaggio di nozze finisce” arriva la disillusione. Ad un certo punto si crea nella coppia un impasse, dove i problemi e le recriminazioni sono sempre gli stessi e sembra impossibile uscire da quel circolo. In molti casi, anche per una questione sociale, il cambiamento viene visto come un segnale di deterioramento patologico del rapporto, anziché come un naturale processo evolutivo. Si pensa così di avere sbagliato persona, o di avere sbagliato ad impostare il rapporto. E allora che si fa? Lo sostituiamo, lo mandiamo via l’altro? o si cerca di fare insieme qualcosa di buono dando senso allo stallo, alla crisi, alla transizione? Comprendere che il cambiamento non significa necessariamente fallimento, significa sperimentare col partner un nuovo modo di stare insieme. Il raggiungimento di questa consapevolezza richiede tempo e richiede spesse volte l’aiuto di un esperto perchè difficile da soli riuscire ad uscire dallo stallo e dalle inevitabili tensioni e incomprensioni che si creano quando si cerca di affrontare da soli la crisi.

L’obiettivo del lavoro di coppia non è tornare alla situazione precedente la crisi ma, piuttosto, trovare insieme un equilibrio nuovo e una modalità più matura e consapevole di conoscersi, incontrarsi, condividere le qualità ed accettare le reciproche debolezze.

 

Per valutare ci sono i presupposti per un percorso di coppia e se più opportuno un percorso di sostegno o di psicoterapia vengono fatti dei colloqui di conoscenza e valutazione del bisogno con la coppia.

 

 

 

EMDR ED ELABORAZIONE DEI TRAUMI

 

Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e Riprocessamento tramite Movimenti Oculari): si tratta di un trattamento psicoterapeutico nato in America alla fine degli anni ottanta grazie alla psicoterapeuta Francine Shapiro. Ad oggi sono diversi gli studi e le ricerche che ne dimostrano l’efficacia. Nel 2013 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati.

 

Chi lo può utilizzare:

È importante sapere che questo metodo lo possono utilizzare solamente psicologi-psicoterapeuti, che abbiano frequentato il corso di formazione autorizzato dall’Associazione Italiana EMDR (sul sito www.emdr.it trovate altri dettagli e l’elenco completo di tutti gli psicoterapeuti italiani formati e perciò autorizzati).

La teoria sui traumi (P. Janet) evidenzia che quando si vive una esperienza traumatica e dolorosa non sempre il sistema di elaborazione innato (Adaptive Information Processing) che abbiamo tutti noi è in grado di elaborare quello che sta accadendo in maniera funzionale. E questo per via di diversi fattori: costituzionali, ambientali e legati al tipo e al livello di trauma vissuto. Può accadere allora che il ricordo del vissuto traumatico si congeli nella memoria insieme ad altre esperienze emotive, corporee e cognitive. L’interazione di tali fattori può generare disfunzioni somatiche e sintomatiche anche destinate a cronicizzarsi o generare, a partire da particolari situazioni del presente che richiamano il trauma a livello emotivo, corporeo e cognitivo, comportamenti disfunzionali.

 

Quando può essere utilizzato:

L’EMDR nasce come trattamento utile alla cura del Disturtbo post Traumatico da Stress: persone che hanno affrontato uno o più eventi traumatici gravi come ad esmpemio aggressioni, abusi, violenze fisiche o psichiche, incidenti, grandi catastrofi naturali o generate dall’uomo. Ma la sua efficacia è stata sperimentata anche in situazioni che presentano altri tipi di problematiche, perfino più comuni come le fobie e i disturbi d’ansia in generale, i lutti, i disturbi alimentari, le malattie oncologiche e le situazioni stressanti che producono disfunzioni fisiche o somatiche. In questi e in altri casi l’utilizzo del trattamento, integrato all’interno di un percorso terapeutico tradizionale, può fornire un adeguato sostegno e si rivela di grande aiuto.

 

Come funziona:

Si comincia con la raccolta anamnestica dettagliata e la somministrazione di qualche questionario, per ricavarne insieme al paziente un piano di lavoro condiviso.

Si lavora principalmente sul o sui ricordi traumatici, chiedendo al paziente di seguire con gli occhi i movimenti delle dita del terapeuta e riportando ad ogni passaggio quello che accade (il lavoro attraverso i movimenti oculari permette di attivare gli emisferi cerebrali e di stimolare la formazione di nuove connessioni neurali e nuove reti mnemoniche associate a nuovi significati utili all’elaborazione traumatica).

Alla fine di una o più sedute le connotazioni negative legate al ricordo svaniscono e vengono sostituite con sensazioni neutre, se non positive.

 

Da sapere e da sfatare:

Non si tratta di ipnosi; la persona è sempre vigile durante tutte le fasi della stimolazione e non perde il controllo. Si possono sperimentare vissuti emotivamente dolorosi, ma il tutto è funzionale all’elaborazione del trauma.

L’utilizzo dell’EMDR non cancella i ricordi, ma neutralizza le sensazioni disturbanti legate alla memoria di quell’evento.